Inbound Marketing Trovare clienti con Linekdin

Inbound Marketing: Marketing Aziendale Con Linkedin

Indice Contenuto sulla Strategia Seo, Inbound Marketing e Not Provided

 Lo sapevi che Linkedin può darti un grosso supporto alle attività di Inbound Marketing

Ti spiego brevemente come funziona:

Linkedin è il Social Network che tramite un proprio motore di ricerca interno mette in diretto contatto persone operanti in aziende, ed ha lo scopo di connettere le persone ed aziende in modalità B2B

Secondo gli ultimi dati di HubSpot Linedin è il social network che ha prodotto maggior tasso di conversione PPL (visitatori per lead), in sostanza 3 volte superiore agli altri social media più popolati come Facebook, Twitter (Dati 2012)

Questa cosa non dovrebbe sorprenderti, se consideri che Linkedin è uno spazio principalmente di contatti commerciali, diventa quasi banale che ciò accada. Il problema, semmai, è capire come fare veramente Inbound marketing sfruttando il motore di ricerca di Linkedin.

 Ti chiederai, quindi, come è possibile fare inbound marketing con Linkedin? 

Segui alcuni passi fondamentali per utilizzare meglio Linkedin per fare Inbound Marketing:

Primi passi, se già consoci Linkedin passa oltre.

Inizia, chiaramente, completando tutte le informazioni del tuo profilo professionale, ma fallo seguendo una logica di ricerca inversa. Cioè, come dovrebbero cercare le persone su Linkedin per trovarti? 

Quali attività hai svolto, in quale azienda l’hai svolta, in quale ambiente e con chi l’hai svolta?

Hai frequentato l’Università? Quale Università?

Non hai frequentato l’Università, ma hai delle certificazioni professionali, quali?

Tutto ciò che parla di te diventa una keyword di connessione.

In particolare descrivi bene la tua formazione e competenze professionali.

Puoi anche completare il tutto aggiungendo files o slides di tuoi interventi professionali. 

 Basta questo per fare inbound marketing con Linkedin e trovare nuovi clienti? 

Chiaro che no, fare inbound marketing attraverso un social network significa sfruttare le sue connessioni interne, ma per farlo al meglio serve che queste connessioni siano stimolate in maniera trasversale.

 Ti suggerisco 2 modi per fare inbound marketing meglio degli altri con Linkedin 

1 – Sfrutta gli annunci sponsorizzati per “scolpire” il primo segno alle attività successive di inbound marketing

Linkedin permette di sfruttare il suo motore di ricerca per costruire delle campagne pubblicitarie.

Ci hai mai pensato a come sfruttarle al meglio per mostrare le tue competenze a chi le sta cercando?

Linkedin, infatti, come tutti i social media, permette di fare delle campagne pubblicitarie che reindirizzano le persone alle pagine che tu desideri.

Di fatto, potresti anche utilizzare un annuncio per promuovere il tuo profilo o la tua pagina aziendale dentro Linkedin. Ed è proprio questo il mio consiglio: Diventare un nodo delle rete rilevante.

Se una persona clicca un annuncio promozionale che sponsorizza la tua figura o le competenze che puoi offrire loro, il metodo più intelligente per farli ritornare da te è farli prima connettere a te ed al tuo mondo.

Se li dovessi “spingere” verso un contenuto del tuo sito, o verso il tuo sito web, molto probabilmente dopo la prima visita non ritorneranno più o si dimenticheranno di te. Semplicemente perché sei uno tra tanti. Se non sono connessi a te, anche se scrivi cose interessanti, non si ricorderanno di te. Per aumentare le possibilità DEVI farli connettere a te.

Se sono connessi al tuo profilo Linkedin, alla tua Pagina aziendale su Linekdin, o meglio ancora, ad un tuo gruppo Linkedin, vedrai che aumenterai notevolmente la possibilità che queste persone ritornino a leggerti o contattarti.

 Inbound Marketing significa prima di tutto essere pertinenti  

Le azioni direct response sono poco efficaci, soprattutto in un contesto commerciale come Linkedin.

Quindi;

Circondati di una solida rete di individui nel tuo settore e con quelli con cui sei già a conoscenza.

Linkedin è il sistema adatto per cercare persone attraverso indirizzi email, liste di contatti di vecchi rapporti lavorativi etc

Ma il marketing su Linkedin non si ferma qui:

Il vero tesoro di connessioni e contatti utili, come anticipavo, lo trovi attraverso l’uso dei gruppi professionali di Linkedin.

Mentre la tua rete cresce, inizia a chiedere dei feedback sulla tua professionalità alle persone che conosci e con cui hai lavorato. Questo ti permetterà più facilmente di generare nuovi visitatori da connessioni in comune e ti posizionerà meglio come professionista del settore in cui operi.

 

Sfruttando gli annunci sponsorizzati, potendo selezionare vari filtri di target e pubblico che visualizzerà il messaggio, potrai più facilmente raggiungere il tuo pubblico di destinazione e questo ti permetterà di sfruttare al meglio le attività di inbound marketing successive.

Lo scopo della promozione su Linkedin non è finalizzata all’acquisizione diretta di contatti, ma alla conoscenza di ciò che fai e di cui ti occupi.

Nel passaggio successivo, per sfruttare al meglio questa operazione, dovrai facilitare la possibilità di rintracciarti diversamente rispetto al singolo annuncio promozionale, solo allora starai coltivando e investendo in inbound marketing.

Le persone ti hanno letto la prima volta tramite un annuncio sponsorizzato e si sono connessi a te sono le persone più pertinenti alla tua attività di business, per cui troveranno sul tuo profilo Linkedin, uno strumento di connessione per poi ritornare più facilmente da te senza un annuncio sponsorizzato.

Per riassumere brevemente:

Usa gli annunci sponsorizzati per far sapere che esisti, ma sfruttali per offrire un modo alle persone di seguire ciò che fai su Linkedin.

Sii audace, non limitarti nello sperimentare i migliori strumenti di “aggancio”, nel tempo dovrai analizzare quali di questi è più pertinente e soprattutto quali sono i migliori tempi in cui sponsorizzare i tuoi annunci di Linkedin per generare successivamente delle attività di Inbound Marketing.

La chiave per fare inbound marketing correttamente è quella di rimanere in cima agli interessi delle persone che ti circondano,  misurare sempre i risultati e analizzare ogni dato per raffinare le vostra azioni. Sperimentate più formule finché non avrete una base dati da analizzare che vi permetta di individuare come il vostro pubblico vi raggiungerà meglio.

Inbound Marketing e Not Provided

2 – Raggiungi i tuoi nuovi clienti su Linkedin dalla Serp di Google.

 Missione in codice: Falli prima innamorare di te per quello che comunichi. 

 Come usare i Not Provided del tuo sito web professionale per dare forza alle azioni generate da Linkedin 

Se hai un sito web professionale e sei connesso a Linkedin, potrebbe essere interessante conoscere i Not Provided del tuo sito web e quelli dei siti web dei tuoi competitors, al fine di raffinare meglio le attività di connessioni che da Linkedin porteranno al tuo profilo professionale, al tuo sito web ed a ciò che tu puoi offrire.

Ricorda: L’attività di Inbound Marketing non è un qualcosa che si conclude in un atto, ma è un processo ciclico che genera valore interno a quello che tu fai.

Per questo motivo conoscere i Not Provided del tuo sito web professionale, ma soprattutto i Not Provided dei tuoi principali competitors (ad esempio: consulenti seo) sul territorio, diventa strategicamente un’attività di analisi complementare funzionale per conoscere meglio le persone con cui connettersi.

Immaginiamo, ad esempio, che tu viva a Milano e che sia un consulente SEO.

Comprendi bene da solo la grande competizione che hai sui motori di ricerca per le query di ricerca strettamente legate al mondo Seo, vero?

Allora che fai, provi a intercettare il tuo pubblico (anche) attraverso dei contesti sociali connettivi, come Linkedin, suppongo. Dico bene?

Ok, quindi tu penserai:

E quindi che cavolo me ne faccio dei Not Provided del mio sito web e quelli dei miei competitors se poi mi concentro nel creare connessioni all’interno di Linkedin?

 Se le persone non ti conoscono e tu non sei autorevole NON converti 

Conoscere i Not Provided non ti serve per sapere solo come le persone possono raggiungere il tuo sito web, o meglio ancora, quello dei tuoi competitors, ma per ottimizzare la comunicazione della tua professionalità.

Sì, certo puoi stimare tutte queste informazioni tramite il Keyword Tools di Google, ma le stime di traffico sulle Keywords e le proiezioni di volumi di ricerca non ti serviranno a molto se poi effettivamente non saprai come le persone trovano il tuo sito web o quello dei tuoi competitors.

Quindi, il processo ideale è partire dall’analisi dei volumi di traffico, per poi costruire i contenuti, ma poi ti servirà sapere effettivamente come le persone ti trovano e come Google ti sta indicizzando. L’unico modo per saperlo è conoscere ciò che Google Analytics oggi definisce Not Provided.

Quindi, una volta analizzati i Not Provided del tuo sito web, ma principalmente i Not Provided del sito web dei tuoi competitors, dovrai lavorare su 2 livelli:

  1. Costruire testi di valore sul tuo sito professionale al fine di indicizzarlo meglio rispetto alle query che oggi sono Not Provided per te, ma soprattutto e per i tuoi competitors
  2. Portare le persone dal tuo sito web a connettersi al tuo profilo, o gruppo professionale, su Linkedin

 

 Il motivo per cui sfruttare Linkedin in questo modo è quello di costruire autorevolezza intorno alla tua figura professionale ( nell’esempio sopra: di consulente seo) e delle tue competenze. 

Se sei un’azienda specializzata, infatti, far connettere le persone al tuo gruppo aziendale su Linkedin, o sulla tua pagina aziendale, è il sistema più efficiente per connetterti a loro. Sfruttare azioni di Inbound Marketing, come descritto, significa potenziare la tua rete connettiva.

Non pensare solo al mercato italiano, pensa a costruire la tua presenza digitale in lingua inglese, per esempio. A quel punto le connessioni di valore aumenteranno e le possibilità professionali, anche attraverso Linekdin, otterranno maggiori probabilità di riuscita.

Noi possiamo fornirti un servizio specializzato nell’analisi della tua concorrenza sui motori di ricerca, partendo dall’analisi dei Not Provided e completarla con azioni operative per uscire dai buchi neri della Serp.

Attenzione:

  • No, non è un tool
  • Non analizziamo la Keywords density
Studiando il modello matematico delle reti complesse, abbiamo scoperto, e poi sviluppato, un algoritmo per l’analisi complessa di più variabili che ci permette di fare reverse engine optimization.

Mentre il motore di ricerca parte dalla query per poi mostrare i risultati  più pertinenti in Serp, noi lavoriamo al contrario. Partiamo dai risultati in Serp per trovare l’origine delle query che condurranno a quella pagina. Di conseguenza, conosciamo sia le attività di seo on page, sia quelle di ottimizzazione per il posizionamento sui motori di ricerca, ma a queste aggiungiamo l’analisi specifica delle pagine indicizzate studiando i not provided.

PRESTA ATTENZIONE: La nostra analisi NON ha l’obiettivo di metterci a confronto con le tue competenze seo, a meno che tu non ne faccia richiesta, ma di offrirti la visione di informazioni analitiche che nessun tool, o keyword tool, oggi ti mostra. Semplicemente perché noi abbiamo ragionato diversamente per arrivare alla soluzione che tutti cercano.

In sostanza, l’algoritmo che abbiamo sviluppato dopo 24 mesi di ricerca, ci permette di ragionare in maniera regressiva all’analisi del Bot che indicizza le pagine web e questo ci permette di  ottenere soluzioni matematicamente valide per dimostrare i dati che ti mostreremo e che ti permetteranno di essere più rilevante sui motori di ricerca.

In breve: Non ha senso scrivere contenuti per ogni variabile semantica possibile. Certo sarebbe bello ed utile farlo, ma siccome non crediamo sia materialmente possibile scrivere un’enciclopedia per ogni argomento, è necessario ottimizzare tempi e attività.

⇒ L’unico modo per farlo è sapere esattamente quali sono gli argomenti più rilevanti da approfondire.

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